Tristan und Isolde

Donato Renzetti
Coro e Orchestra del Teatro Carlo Felice di Genova
Date/Location
15 February 2026
Teatro Carlo Felice Genova
Recording Type
  live  studio
  live compilation  live and studio
Cast
TristanTilmann Unger
IsoldeMarjorie Owens
BrangäneDaniela Barcellona
KurwenalNicolò Ceriani
König MarkeEvgeny Stavinsky
MelotSaverio Fiore
Ein junger SeemannAndrea Schifaudo
Ein HirtAndrea Schifaudo
SteuermannMatteo Peirone
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La Repubblica.com

Tristan und Isolde, quando l’opera diventa un rito religioso

Assistere a una recita di Tristan und Isolde di Wagner è come partecipare a un rito religioso. Sin dalle prime note di quel Preludio che ha sconvolto la storia della musica, il pubblico si rende conto di essere di fronte a uno spettacolo diverso: niente arie, niente applausi a scena aperta. Cinque ore calati in atmosfere irreali, in un sogno d’amore infinito che si stenta a credere sia stato ispirato da una relazione vera (fra Richard e Mathilda von Wesendonck). Il pubblico è conquistato dal “mito” e soprattutto annega in un mare di musica il cui flusso continuo richiede una concentrazione del tutto particolare.

Ieri sera, alla prima dell’opera al Carlo Felice la concentrazione è stata massima e l’applauso, dopo cinque ore, interminabile.Una bella edizione che ha avuto per artefice principale Donato Renzetti, sul podio di un’orchestra e di un coro apparsi in ottime condizioni. Tempo fa, nel corso di una intervista, Renzetti ci aveva confessato di coltivare il sogno di dirigere Tristan und Isolde. E’ stato accontentato e l’esito è stato eccellente. Sin dal Preludio si è avvertita una rigorosa attenzione al colore, all’eleganza del flusso musicale. Wagner concepisce la partitura come una interminabile sinfonia nella quale anche le voci agiscono come “strumenti”. Salta dunque il consueto “stacco” fra buca e palcoscenico, il discorso è unico, compatto, e Renzetti ha lavorato in questo senso ottenendo una lettura generale di grande fascino con alcuni momenti davvero coinvolgenti: pensiamo oltre al citato Preludio, il finale del lunghissimo duetto del secondo atto (Oh eterna notte, dolce notte) restituito con una delicatezza estrema e il finale, un autentico capolavoro reso con infinita poesia.

In un’opera come il Tristano in cui in pratica non accade nulla e tutto è affidato alla partitura (e che partitura!) il compito del regista è ridurre al minimo gli interventi per non “distrarre”. Laurence Dale che abbiamo apprezzato negli anni scorsi in diverse eccellenti letture (e scorrendo gli annali lo abbiamo trovato nei panni di Don Ottavio in un Don Giovanni al Carlo Felice nel 1993) ha regalato un impatto visivo davvero affascinante. La scena (l’allestimento è nuovo del Carlo Felice) di Gary McCann consiste in una grande pedana circolare mobile sopra alla quale è sospeso una sorta di “coperchio” di pari grandezza che riflette e proietta immagini. Immagini che scorrono nel fondo a suggerire le ambientazioni: il mare nel primo atto, una foresta nel secondo, ghiaccio nel terzo. Limitati allo stretto necessario i movimenti, Dale ha fatto un uso sapiente delle luci (firmate da John Bishop) e dei colori: pensiamo al rosso fuoco del secondo atto (il dramma della passione) o al bianco e nero del terzo, in cui Isotta non si accascia sul cadavere di Tristan, ma entrambi si allontanano verso l’eternità. Se un appunto si può fare all’impianto scenico, sul piano tecnico, è quello di aver lasciato troppo scoperte le quinte del palcoscenico con il rischio di una dispersione del suono: una scenografia ha anche la funzione di dirottare il canto verso la platea.

Per i cantanti cimentarsi con l’orchestra wagneriana è sempre arduo e in questo senso qualche problema si è avvertito.La Isolde prevista (Marjorie Owens) ha dovuto dare forfait per indisposizione. L’ha sostituita Soojin Moon-Sebastian che, pur non dotata di una vocalità potente, ha retto la parte con buone soluzioni. Tilmann Unger ha assicurato a Tristan una efficace presenza scenica non supportata, tuttavia, da una particolare autorevolezza vocale il che, dopo un avvio lodevole, si è avvertito soprattutto nel terzo atto.Bravissima Daniela Barcellona nel ruolo di Brangane. E con lei lodevoli le prove di Evgeny Stavinsky (Re Mark), Nicolò Ceriani (Kurvenaal), Saverio Fiore (Melot).

Roberto Iovino | 14 Febbraio 2026

Rating
(5/10)
User Rating
(3.5/5)
Media Type/Label
Technical Specifications
320 kbit/s CBR, 44.1 kHz, 501 MiB (MP3)
Remarks
In-house recording
A production by Laurence Dale (2026)
Festival “Moncalieri Legge”